“Con la Fiat,
dopo un lungo percorso che ci è
costato lacrime e sangue, la settimana
prossima, l’Associazione Nazionale
Famiglie Numerose, nata a Brescia un paio
di anni fa, siglerà una convenzione.
La Fiat garantirà uno sconto molto
alto, alle famiglie iscritte alla nostra
associazione, cioè alle famiglie
dai 4 figli in su”. Mario Sberna
e la moglie Egle sono felici. L’accordo
è importante, un altro passo avanti
nella difesa della Associazione da loro
fondata. Qualcuno parla di uno sconto
intorno al 20%. Voci gioiose, non certe.
Il movente dell’Associazione non
è stata la lamentazione, le pagine
di qualche indigenza. Il movente è
venuto dal profondo, dalla fede in una
famiglia di futuro, dall’intimo
convincimento che il venire al mondo dei
figli sia il venire avanti del futuro,
sia un dono del Signore. Il movente dell’Associazione
è la fede spirituale per la prima
connessione tra cattolici e famiglia,
Gesù e bambini, Maria e maternità,
Giuseppe e paternità. Dio e universo.
La fede in primo luogo, non secondariamente.
La seconda novità di cronaca è
la nascita del libro in cui saranno riportati
atti, storie, aneddoti di decine e decine
di famiglie bresciane e italiane. “Si
è a buon punto - spiega Mario Sberna
- a primavera lo presenteremo”.
Mario Sberna e sua moglie Egle, quasi
due anni fa, il 18 settembre 2004, lanciarono
l’appello alle famiglie numerose.
Decidono di costituire l’Associazione
Nazionale delle Famiglie Numerose, al
rovescio di un sindacato, nulla da reclamare
in termini materiali, semmai un sindacato
di consulenza, un consiglio a riprendere
il sentiero della gioia:“Mettere
al mondo e crescere figli, non è
un peso - spiega Sberna - è soltanto
una gioia. Dopodichè è subito
amaramente troppo facile aggiungere che
una famiglia numerosa, se non è
dileggiata, da noi comunque gode di una
scarsa attenzione, di un pregiudizio e
in sede tributaria e fiscale siamo agli
ultimi posti della considerazione”.
E’ stato sufficiente che il Giornale
di Brescia, l’Avvenire e il Corriere
della Sera riprendessero la nascita dell’Associazione
Nazionale Famiglie Numerose, racconta
Mario Sberna, e da tutta Italia sono arrivate
centinaia di adesioni. Mario Sberna lavora
in seminario, dipendente della Curia diocesana,
il suo cellulare è bollente come
il telefonino di un primo collaboratore
di un segretario dell’Onu. Chiamate
da Bolzano, Padova, Messina, Roma, dall’Italia
delle famiglie con molti figli, minimo
4. Nuova e ultima gioia in ordine di cronaca:“Il
12 febbraio, in seminario, ci sarà
la festa dell’Associazione nazionale
delle Famiglie Bresciane. E’ un
appuntamento stabilito, quest’anno
si rinnova a casa nostra”. Dall’intervista
ai giornali, ogni giorno si iscrivono
5, 6 famiglie. L’Associazione è
un esercito, anzi due eseciti con i figli.
Lui, Mario Sberna, salta dal seminario
alla Loggia, dove è Consigliere
comunale apprezzato. “Il nostro
sdoganamento - spiega - porta il timbro
di Papa Benedetto XVI. E’ avvenuto
in seguito all’incontro con il Santo
Padre. Ci ha ricevuti, incoraggiati. Abbiamo
avuto l’imprimatur di essere sulla
strada giusta anche in materia di fede
e famiglia”. Adesso, Mario Sberna
è potente di un esercito di donne,
uomini e bambini, vicino a quello che
camminò sul fondale del mar Rosso.
“Siamo 1250 famiglie e 10 mila persone,
la media è di 7 figli per ogni
famiglia”. Dove sono i sociologi,
i sondaggisti, i nichilisti della fine
delle famiglie? Volete il numero di Mario
Sberna, che vive con la sua famiglia al
Villaggio della Cooperativa La Famiglia,
al Violino di Brescia, con la benedizione
di padre Marcolini? Volete i numeri di
Franco Sangiorgi di Collebeato, 50 anni,
dipendente Asm, sposato felicemente con
la signora Jole, 11 figli, in attesa del
dodicesimo, oppure il numero di suo fratello,
Maurizio Sangiorgi, 52, dirigente di banca,
residente a Brescia, in via Pile, 12 figli,
2 sposati un nipote e un altro in arrivo,
a maggio? “La base è la fede
- ci spiegano - non una fede sull’orizzonte,
una fede in prima battuta nella relazione
tra noi e Dio”. Uno ci spiega di
essersi sposato con la moglie incinta
con una brutta crisi conseguente e quindi
di esserne uscito preso dalla fede e a
sua volta avvinghiandosi intorno. Fede
con nome e cognome, cattolica e dei testi
sacri. Come tenete in piedi la baracca?
Mario Sberna parla di un infinito autofinanziamento
e finalmente di aiuti dalla Fondazione
Lonati. Ulitma nota di cronaca: “Ci
ha fatto piacere un invito di questi giorni
- conclude Mario Sberna - alla prossima
assemblea programmatica a Roma, organizzata
dall’Udc. C’è scritto
che saremo degli invitati privilegiati.
Non intendiamo cascare in nessuna trappola
partitica, la nostra storia guarda al
di là della politica. Ma sia chiaro
che non potremo tollerare di stare dove
vengono massacrati gli ideali dei cattolici,
la difesa della vita e della famiglia.
Non siamo disponibili a trattare valori
eterni con posizioni precarie, in sede
morale e spirituale, da qualsiasi pianeta
politico provengano”.
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