E’ ufficiale:
il 28 febbraio chiudono le iscrizioni
per la partecipazione al terzo Teatro-
GardaFestival. La manifestazione si svolge
all’Auditorium del Vittoriale, previa
selezione di una giuria qualificata, Presidente
Cesare Lievi. Da una scheda della scorsa
edizione si conoscono gli attori e le
responsabilità, i luoghi e il successo.
L’anno scorso, la Fondazione del
Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera
in collaborazione con il C.S.A. di Brescia
e con l’Accademia della Voce ha
promosso la seconda edizione del TeatroGardaFestival,
articolato in una rassegna teatrale per
le scuole e in un festival delle compagnie
scolastiche regionali”. Siamo alla
terza edizione, protagonisti e strategie
vengono ribadite. TeatroGardaFestival,
scritto così, tutto attaccato,
per significare l’unione delle parole
in un solo concetto, cioè il teatro
in un luogo in una competizione, nasce
appunto 3 anni fa. “L’idea
- racconta il Prof. Marco Basile, Direttore
artistico del TeatroGardaFestival - mi
è venuta scoprendo l’esistenza
di un patrimonio di attori in molte scuole
bresciane elementari, medie e superiori,
di compagnie teatrali sorte per passione
degli insegnanti, per desiderio degli
studenti”. Da profondo conoscitore
di D’Annunzio, residente a Gardone
Riviera dopo un giro per varie terre,
il Prof. Basile ritrova l’Auditorium
del Vittoriale. Per formazione culturale,
è legato alla convinzione classica
di un teatro educativo e terapeutico.
Secondo la maggiore indicazione aristotelica,
il teatro come catarsi, come purificazione.
Più tardi, psicanaliticamente,
il teatro come luogo in cui conscio ed
inconscio emergono, si scoprono come la
testa di una tartaruga e possono essere
colpiti. Nel senso di un colpo come cura,
per un proprio ritrovamento prima che
il sipario rimetta nei nascondigli le
tenere normalità e le ragnatele
delle timidezze e prima che le gelatine
del sapere di sè raffreddino l’io
proteso al coraggio, ad osare i propri
giorni. Distante, solamente, il teatro
sognato da Basile, dagli usi ideologici,
dal teatro inteso come braccio armato
della politica. Il teatro è soggetto
principe, mezzo e fine allo stesso momento.
Quando momentaneamente è mezzo,
lo è per un fine che gli è
speculare. Il fine della crescita morale,
il fine della liberazione interiore. Dunque,
al termine della ricognizione, nel triangolo
Copernico-casa gardonese- Vittoriale,
Basile traccia la bisettrice sull’Auditorium
del Vate, vi trova aperture generose,
e trova sponsor sensibili come la Fondazione
Lonati. Quindi, censisce la realtà
teatrale studentesca bresciana e lombarda,
organizza il calendario. La risposta delle
scuole è sorprendente. Una ventina
di scuole teatrali bresciane bussano alla
porta del Vittoriale, 10 passano, 10 rimangono
in attesa. Il Lunardi, 150 attori dice
il Prof. Basile, vince la prima e la seconda
volta. Quest’anno, il Lunardi sarà
ancora la compagnia vincitrice? Gli organizzatori
hanno guardato al teatro come a una catapulta
formativa, autogestita, nel senso che
chi innalza è la stessa energia
proveniente da dentro di sè. Il
teatro, una volta istituito e aperto,
possiede un’energia propria, è
tra i pochi luoghi della vita affabulata
in cui si immagina una autorigenerazione
da moto perpetuo: recito perchè
ho vissuto e vivo perchè recito.
Infine, esco mutato dal teatro. Mutato
per il fatto di essermi riconosciuto.
Dunque, la mutazione è scoperta
dell’identità originale.
Il Prof. Basile agita la bandiera del
Teatro- GardaFestival per donare visibilità
a chi agisce nella commedia della vita.
La commedia in senso stretto ed antico
della vita, la commedia quale traduzione
ironicamente accettabile dell’inesorabilità
del dramma finale. “Con il teatro
diamo visibilità agli studenti
che hanno da esporre un’interiorità
di valore - spiega il Direttore artistico
- una somma di valori umani da esprimere
anche contro la tivù spazzatura
che si sta allargando in modo preoccupante”.
Un conto è quella lite dalla Venier
- mai dimenticare che è stata pagata
con i danari del nostro canone - quello
scontro tra quei due geni del fair play
mondiale, "er mutanda" e il
"cantante dell’isola",
un conto è trovare la bellezza
di Shakespeare e delle rappresentazioni
realiste e romantiche italiane e mondiali.
L’anno scorso, spiega il Prof. Basile
- la rassegna ha proposto 12 allestimenti
a cui hanno potuto assistere circa 200
spettatori per volta. Alla fine sono passati
circa 2 mila e 500 persone. Una moltitudine,
una quantità su cui riflettere,
su come esercitare un’ulteriore
attenzione, su quali e quante relazioni
rilanciare dalla vita al teatro e dal
teatro alla vita. Senza contare la pressione
di TeatroGarda- Festival sulle compagnie
teatrali non ancora nate e già
pensate nell’animo degli studenti,
magari individualmente: da Giuseppe che
sogna di fare il re e da Marina preparata
a immolarsi per il primo ed ultimo amore
della vita. TeatroGardaFestival, infine,
ravviva l’auspicio di sommare e
non dividere i patrimoni delle generazioni,
spesso divisibile nel quotidiano, contribuendo
a plasmare, dal palco, le frustrazioni
e i desideri, gli agi e i disagi, eguagliando
il senso del teatro nella storia, da Plauto
a Goldoni, da Brecht al TeatroGarda- Festival.
Il senso del teatro, che è, primariamente,
la donazione.
|